TRADIZIONI tra miti e usanze

La Carnia è ricca di tradizioni popolari sia legate alla chiesa ,come nei molti paesi dell'arco alpino ,sia legate a miti pagani risalenti addirittura ai Celti.Tuttavia cercheremo di darvi una panoramica delle usanze che non sono molto conosciute fuori dai nostri confini, ma che vi danno un'idea di quello che è il cuore della Carnia tra riti e leggende.

LAS CIDULAS

Se vieni in Carnia ti consigliamo di assistere al lancio delle "CIDULAS",si presume che questa tradizione risalga ai popoli celti che anticamente abitavano i nostri paesi: i "CARNI".Questa manifestazione si svolge a seconda dei paesi in vari periodi dell'anno. Vengono preparate delle rotelle di legno con un filo di ferro che passa per il centro, poi messe a bruciare su un piccolo falò e quando sono ben infuocate vengono fatte roteare in aria e lanciate, mentre viene urlata una filastrocca che denuncia pettegolezzi o ingiustizie avvenute durante l'anno.
A Ovaro potrete assistervi la sera di capodanno, a Forni Avoltri la sera di Pasqua, a Zovello di Ravascletto la sera del 28 giugno (vigilia di S.Pietro e Paolo) etc...

I SOPS

Alla fine dell'anno, se arrivi nei nostri paesi e vedi gruppi di bambini che vanno di casa in casa, non meravigliarti ,vanno a fare gli auguri cantando una filastrocca di buon auspicio per l'anno nuovo, ottenendo in cambio dolci e caramelle:

"SOPS SOPS COCULAS E LOPS DAIT O NO DAIT IN PARADIS LAIT"

IL MAZZO DI S. GIOVANNI

Se vieni in Carnia il giorno di S.Giovanni (24 GIUGNO) potrai assistere alla benedizione del mazzo di fiori di campo ,raccolto la sera precedente nei prati, ornato da nastri colorati e lasciato fuori di casa per far sì che venga bagnato dalla rugiada di S.Giovanni. Antica credenza vuole, che durante i temporali estivi più violenti si bruciasse sulle braci ardenti il mazzetto per preservare l'abitazione e i suoi abitanti dai fulmini e dalla grandine.